"Nella Russia di oggi, l’arte non conosce limitazioni: gli artisti sono liberi di scegliere qualsiasi soggetto, approccio e mezzo. Eppure occorre risalire a soltanto due decenni orsono per ritrovare una situazione radicalmente diversa, allorché al pubblico venivano presentate unicamente le opere di tono ottimistico, eseguite con un piglio realistico. La prima mostra della Fondazione Armonia consiste in una selezione di opere eseguite da artisti appartenenti alla generazione attiva in Mosca e Leningrado (ora San Pietroburgo) negli anni 70 e 80, che ben raramente ebbero la fortuna di una mostra ufficiale in quell’epoca, giacché non corrispondevano a canoni estetici imposti dall’Unione Sovietica. Una tale censura può sembrare assai strana, persino incomprensibile, oggigiorno, soprattutto agli occhi di un pubblico europeo. Ma così sono state le cose per un periodo non breve nella storia della Russia. Agli albori del 21° secolo, le opere raccolte per la mostra di Gaeta possono vantare un considerevole valore storico oltreché artistico: esse ci presentano un documento contemporaneo della vita come venne vissuta nella Russia di quell’epoca, dei nostri atteggiamenti nei confronti della natura. Confido che questi ventidue dipinti possano rendere il lirismo che fa parte così integrante dell’anima russa in generale, nonché il senso dell’umorismo e la sottile ironia espressi dagli artisti intenti a rappresentare di volta in volta ognuno la propria realtà. La diversità di stile e approccio creativo presentata a Gaeta riflette la vera situazione che allora muoveva l’arte parallela e non ufficiale sovietica."
Yevgenia Petrova, Vice direttore del Museo di Stato Russo


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