Le stagioni del Ballets Russes

Agli inizi del XX secolo la Russia, dopo un lungo periodo in cui si era limitata ad importare soprattutto dall’Italia e dalla Francia danzatori e coreografi, avvertiva l’esigenza di un rinnovamento della concezione tradizionale del balletto, allora rappresentata dalla figura di Marius Petipa, maitre de ballet al teatro Mariinsky di San Pietroburgo dal 1862.
Promotore di tale rinnovamento fu Sergej Djagilev, direttore della rivista pietroburghese “Mir Iskusstva” ed impresario teatrale, che, nel 1909, allo Châtelet di Parigi, creò i Ballets Russes. Nasce una nuova concezione estetica del balletto, considerato come un’espressione artistica complessa cui contribuiscono con pari dignità danza, pittura e musica: lo spettacolo è frutto in ugual misura della genialità dei musicisti e dei coreografi, del talento dei danzatori, della creatività di pittori insigni che disegnano scenografie e costumi.

La mostra di Gaeta offre una rassegna di dipinti, foto storiche e foto di scena di famosi fotografi, disegni di scenografie e costumi. Verranno inoltre proiettati filmati di balletti rappresentati nei più importanti teatri russi. Particolarmente suggestiva sarà la sezione dedicata ai costumi di scena originali, dove sarà possibile ammirare da vicino gli abiti con i quali i grandi solisti russi hanno incantato il mondo intero.

La mostra, grazie all’intervento dell’Amministrazione Comunale, si terrà nei locali della “Caserma Cosenz”, un edificio del XIX secolo dismesso dagli usi militari, che, dopo lunghi lavori di ristrutturazione, viene parzialmente riaperta al pubblico, per la prima volta, in occasione di questo evento.


Il termine Ballets Russes (balletto russo) è associato oggigiorno a uno dei grandi “marchi di fabbrica” della Russia. Gli spettacoli del Teatro Bolshoi di Mosca e del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo riscuotono un successo costante in tutto il mondo. Vaslav Nijinskij, Anna Pavlova, Mikhail Baryshnikov, Rudolf Nureyev: questi nomi, insieme ad altri, sono ben noti agli appassionati del balletto classico.
Eppure pochi sanno che non furono solo i coreografi e i danzatori a contribuire alla gloria dei Ballets Russes.

All’inizio del XX secolo Serghej Diaghilev (1872-1929), allora famoso in Russia come impresario, organizzò il suo primo ciclo di spettacoli a Parigi (1906), dal titolo Stagioni Russe: balletti come Pétrouchka, La Sagra della Primavera, Le Pavillon d’Armide, La Fata delle Bambole, Islamey ed altri, ebbero un successo incredibile.

Il pubblico rimaneva stupefatto non soltanto dalla musica e dalla maestria dei ballerini, ma anche dall’allestimento dello spettacolo: costumi e scenografie, infatti, furono realizzati su disegni di artisti russi già famosi per le loro opere grafiche e pittoriche. Alexander Benois (1870-1960), Leon Bakst (1866-1924), Nikolai Rerikh (1874-1947), Boris Anisfeld (1879-1973) ed altri pittori celebri lavoravano con entusiasmo e creatività alla realizzazione degli spettacoli insieme agli scenografi e ai coreografi, ideando costumi e scene che hanno contribuito alla creazione di immagini inimitabili da parte dei danzatori. Il palcoscenico si trasformava volta per volta ad opera di questi maestri e gli spettatori venivano immersi ora nell’atmosfera della vecchia Pietroburgo (Petrouchka), ora nella Russia antica e pagana (La Sagra della Primavera), ora ricondotti nei salotti galanti della Spagna (Don Giovanni) o nell’Oriente favoloso (Islamey).

Scenografie e costumi erano talmente belli che furono utilizzati per decenni. Ancora oggi nel teatro Mariinskij viene alzato il sipario disegnato da Alexander Golovin (1863-1930).
Le “Stagioni Russe” di Diaghilev girarono il mondo con grande successo per decenni. Il Balletto classico divenne una moda. I più grandi pittori russi dell’inizio del XX secolo rimasero talmente affascinati dalle realizzazioni scenografiche, da dedicare al balletto le loro opere grafiche e pittoriche. Valentin Serov (1865-1911) con il suo Ida Rubinstein (1911, Museo Russo) ha creato un autentico capolavoro; la plasticità e l’uso essenziale del colore di questo quadro non lasciano mai indifferente lo spettatore. Zinaida Serebriakova (1884-1967), che amava osservare le ballerine durante la preparazione degli spettacoli, ha lasciato un ciclo di lavori dedicato a loro.

L’immagine del danzatore diventa, all’inizio del XX secolo, un simbolo di eleganza e perfezione; tutt’oggi gli artisti disegnano, descrivono, modellano e scolpiscono questi esseri sublimi. I fotografi dall’inizio del XX secolo non fissano soltanto gli episodi degli spettacoli, ma, catturando l’attimo del “volo” e l’armonia plastica, creano autentici capolavori ispirati al balletto.


Yevgenia Petrova Vice Direttore del Museo Russo


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